Sei di quelle invisibili

Sa essere dura la realtà, sa essere così dura da confonderla con la vita. Per quanta forza, volontà e cura tu possa investirci, alle volte non basta.

Ricordi di un sole non tanto lontano, ma pur sempre non raggiungibile in questo momento. Sogni di essere in un incubo e di svegliarti presto, ma proprio sembra che non sia un tempo a tuo favore…cerchi di accettare anche questo, racimoli le tue qualità e gonfi i polmoni di aria per soffiare via questa brutta ombra di nubi che ha deciso di accompagnarti.

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Brutta bestia, la nuvola

Corri su vette di di cristallo celato,

sai che la vita non é stata buona con te

Bruci di anni ancora da vivere,

e senti l‘odore di orizzonti consumati..

Stanca ti avvicini agli obiettivi,

ricordi di un tempo in cui li abbracciavi di positivo;

non cambieresti la tua vita anche se non la augureresti a nessuno,

sei stata scelta tu per questa.

Nuvole che vengono a toglierti il respiro,

e tu che con quell‘armatura hai inforcato il diavolo,

non sai più di cosa sia giusto.

Sai di aver seminato, e di fiori ne hai visti tanti, ma ogni pioggia ti toglie il fiato.

Eppure tiri l‘aria, perché non vuoi mollare anche se il destino ha mollato te.

Alzi le maniche perché anche se ti senti morire, desideri sempre quel sole dietro le nubi.

La cura a noi

Lo sai di quale „io“ sei fatto, lo sai quale „io“ vorresti o vorrai essere, lo sai e non ti poni arrogante verso ciò perché sai, che ne pagheresti le conseguenze.

Sai di sbagliare, ma sai anche di essere giusta…sai di aver sbagliato con gli altri e che viceversa loro hanno fatto con te, sai e non per forza lo sanno tutti, sai e non per forza é dato capirlo o farlo capire. Sai e basta, e ogni tanto quel basta non „basta“ non regge.

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Tu che sai che gusto ha il tuo pane

Non é arroganza essere sicuri di sé, quando non sfocia in egoismo la sostanza.

Ogni cosa proporzionale alla propria persona, in regola con la legge dell‘etica e della morale, in asse con le energie sentite, in equilibrio coi pensieri, affine alla propria personalità, lineare con la personale visione della vita non può essere e non verrà punita dal tribunale vita.

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Per una svolta, tante nuove strade

Sto uscendo ora da un anno abbondante di oscurità, sotto una costellazione di nuvole cariche di pioggia nella mia vita privata. Non mi sento la sola ad attraversare periodi di buio, siamo tanti anzi, per quel che riguarda me e questo faticoso periodo che sento di star buttando alle spalle, ho creduto per la prima volta nella mia vita, nonostante le varie brutte vicende che mi son capitate durante la mia esistenza, che non ne sarei più uscita…ho creduto che sarei rimasta in questa umida, pesante stanza oscura per sempre.

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Tribunale vita

Si scarica carica, si riscarica e carica…nn so se parlo di una nave o di una batteria…so solo di quel pezzetto che voglio raccontare!

Voglio raccontare di una fanciulla che raccoglieva regali in spazzatura per trasformarli in giochi reali?e moderni, di quella fanciulla schiacciata al vento per interpretare un età troppo lontana da quella che desiderava e meritava…parlo di una bambina mai morta che però muore ogni giorno, per rinascere. Se non proprio ad ogni alba, comunque nasce e rinasce ad ogni nuova pagina di sé da scrivere.

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É non sarò mai stanca per concedermi a te ancora..

Scrivo di tutto un po‘, di ogni argomento che sfiora i miei pensieri o meglio, il mio modo di pensare e vedere le cose. Oggi voglio dedicare le mie parole al nucleo, alla famiglia, chi ne fa le veci, chi ha già figli, chi vive drammi e chi vive e basta. Ai padri, fidanzati o mariti in particolare modo, perché in una generazione di emancipazione al femminile non vadano persi i ruoli, le fatiche loro nel starci vicino, nel sopportare il nostro mondo di emozioni che per natura siamo chiamate a vivere…noi donne il cuore, gli uomini la mano.

Le une teorie, gli altri le pratiche.

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Tasto riavvio

La notte di capodanno, chiunque si trova a farsi la veloce domanda retorica:“chissà cosa mi riserverà questo nuovo anno?!?“

Brevemente si tira giù un respiro, augurandosi il meglio e la forza per attraversare ogni momento.

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Ora mi prende il d‘io

  1. Mesi che tento le soluzioni, che partecipo a sipari chiusi, che tendo abbracci non riempiti…

Poi lí, uno schiaffo dal tempo viene per chiederti per cosa combatti, per cosa vivi, di cosa ti nutri…e tu rispondi: di grazie, di prego, di…ma guarda un po‘…ma guarda cosa?ma guarda perché?!

Chi ti credi di essere chiede la vita…e tu rispondi; nessuno mio esempio, solo passavo da qua, chiedevo di togliere dolore, di darlo a me fosse il caso, e tu acconsenti e procedi…perché sai che so custodirlo, sai che da me viene a morire, poiché di ogni male so sorridere, so trasformarlo in esempio o meglio in utilità…

Sai dissi, tu hai ragione, il diavolo vuole avvolgerti in tanti abbracci, poi gli dici ascolta veleno devi  esserci?..ok ma prendi le tue di strade, le mie sono pieni di positività moriresti comunque, perché decido di non farti vincere solo morire, periresti comunque dentro di me perché terreni fertili non hai, non ne trovi…vieni se ti senti solo, ma non pensare che da me sopravvivi o semini gloria, se qui cercavi di costruire…da me scaverai la tua stessa fossa per non tornare più.

 

(sfoghi da bipolare, per quei momenti duri che sta vivendo la mia famiglia, che sto a maggiorragione vivendo io)

La fiducia, un tetto nel deserto

Vorrei provare questa volta ad invitare chiunque lo desideri, ad abbandonare i nostri confini predefiniti per concedere alla nostra mente di viaggiare nel tempo e lo spazio dando come titolo a questa „crociera“ l‘argomento  in oggetto: la fiducia.

Non posso sapere in quali onde vi imbatterete voi a proposito, neppure da quali correnti vi lascerete trasportare a riguardo, potrò parlarvi però ancora una volta, del mio di „trip“.

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