Una pandemia di paure

Qual‘é il nemico numero uno del progresso? La paura. Come si tiene sotto controllo una massa di persone in dittatura? Sempre con la paura. Quali sono le stanze in cui non entriamo? In quelle che ci fanno paura.

Come ci si libera dalle paure? Con il coraggio, con la volontà. É una presa di coscienza in forma neutrale ed imparziale che ci libera da certe catene in cui cadiamo o ci lasciamo addirittura spingere, cosa naturale, non avessimo paure non sapremmo come difenderci, ma che in un sottile batter d’occhio diventa patologico, controproducente. Il costante essere messi sotto pressione fa male a livello quasi ingestibile, inguaribile.

Ad una mente schiava delle paure, non verrà in mente di accendere una candela, un‘accendino quando va via la corrente, non le verrà in mente di camminare nel buio tastando i perimetri ed ostacoli, perché sarà succube del panico, si sentirà impotente e piccola rispetto al buio improvviso, si farà mangiare dentro dal quel buio, dimenticherà la logica del giorno e la notte,  blackout totale; lascerà se stesso completamente in balia sotto il controllo del terrore.

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Separati del tutto mai

Qualche volta, quando guardo il cielo, invece di sentirmi il solito „esserino“ piccolo a confronto, mi sento parte di esso.

Mi sento parte di un fiore, di una montagna di un cuore…

Solo ieri ho realizzato che questo concetto ha corpo e testo in fisica quantistica e viene denominato entanglement.

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Quasi imperdonabile

Chiedo a voi tutti, lieti lettori e sostenitori del mio blog, profondamente scusa per la mia assenza prolungata; non che non vi abbia pensato o tenuto in conto, anzi…

Vi racconto di cosa mi sta cosi’ immensamente occupando il tempo al punto da non riuscire ad essere presente come vorrei e dovrei anche qui.

Ci siamo, il momento che tengo nella mia mente, stretto al mio cuore da una vita di anni spesi a raccoglieri i dati necessari è alle porte…sto concludendo il mio primo libro che entro fine estate sarà disponibile in vendita su internet per cominciare…se tutto procede bene come sta succedendo.

Un progetto che mi sta impegnando notte e giorno, intensamente ed appasionatamente, una biografia dai tratti particolari, non comuni per la maggiore credo, che sarà per me come gettare un pezzetto del mio cibo in un mare, i cui abitanti saranno liberi di decidere di mangiarlo, assaggiarlo, schifarlo, gustarlo e naturalmente spero vivamente, desiderarne di piu’….sono pronta a tutto, sono Pronta soprattutto, e ci ho messo ben 34 anni compiuti ad esserlo e diventarlo!

Colgo al balzo ogni stimolo che mi salta in mente, organizzando fra questi meandri artistici le mie priorità, la mia quotidinanità. Sapete già che sono anche mamma single, e questo comporta molti sforzi e richiede attitudini organizzative a dir poco eccellenti nel tentativo di raggiungere obiettivi, mi rendo conto, cosi ampi ed alti…già non ci fossero obiettivi del genere il Lavoro resterebbe enorme.

Era da una vita che mi proiettavo verso questi orizzonti quindi per fortuna, sforzo e senso del dovere, la piu’ grande caratteristica di questo tema sono già fonti in me, già erano fondamenta solide costruite dentro al mio io dal passato, parte in cui mi piace molto abitare…di conseguenza, oltre a continuare quel che sempre facevo racchiudendo in scritto i miei pensiero non sarà grosso e difficile il lavoro restante e di contorno, seppur prenderà e richiederà il suo tempo, ma ho pazienza ne ho da regalare…ed offrire a volontà.

A questo proposito vi do una piccolissima anticipazione riguardo alla mia biografia alla “moda”..con la poesia esclusiva dedicata ad uno dei miei argomenti tratti e ampliati nel libro, spero sia apprezzata e quel che mi auguro ancor di piu’ è che venga preso in considerazione il mio scritto, non per dare importanza a chi lo redige, ma per aver colpito, toccato posti lontani e vicini a noi in cui tutti, chi piu’ chi meno almeno una volta andiamo ad abitare nel cammino dei nostri pensieri e decisioni di vita. Per non sontirci una volta su serio non da soli………….

“Intervalli regolari”

-Frammenti di vissuto che escono su tela Depositando il colore che i nostri sentimenti disegnano attorno,
Vuoti d’aria che generano sospensioni Pensieri affollati dal domicilio fluttuante
Attraversano quel che, di silenzio e rumore avvolgenti Immagini decapitate alla realtà
Restituiscono il corpo al vento e rubano odori al tempo Gocce di un sudore mai speso in materia
Vita dentro l’invisibile, dentro il nulla, vissuto da ogni Significati al parer senza radice
Di cui il volto lo scalfisce la superficie Non si puo’ dare un nome a questi ali Venute a consegnari intervalli regolari-

 

A presto, ora sapete dove sono rinchiusa , se non posso essere presente nel blog come il mio solito.