L’elegante vestito della verità

C‘é una cosa che manca più di ogni altra al contesto della civiltà; manca senza disturbare, manca senza chiedere, manca per raggiungere, manca e non chiede il perché. Parlo della verità.

Esiste radicata nel collettivismo l‘idea che la verità sia oggettiva, spesso si confonde con le apparenze, tuttavia, resta una logica ed il non confrontarsi a pieno con questa logica implica risultati non al netto di conseguenze. Capita per forze naturali di essere portati a deviarla, contorcerla, adeguarla al nostro pensiero, ma in questi casi se ne toglie l’eleganza, la purezza. Si toglie la possibilità di farla agire nel bene che porta dentro sé.

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Un difficile addio

Non permettere mai che la bambina in te muoia, ma non concederle nemmeno di pilotarti il presente…soprattutto se in te, vive una bambina ferita da un passato duro, una bambina che oggi cerca quello che non c’era ieri, una bambina così desiderosa di cose che non possono tornare, non possono cambiare.

Sono caduta ancora e ad ogni volta lo schianto al suolo é più duro, ma ad ogni collisione si rivela una realtà, una verità. Credevo bastasse metterci la testa a capire un passato così pesante per non lasciarne tracce nel presente e poi nel futuro…quel che spesso non ho voluto affrontare parallelamente é stato il cuore, le emozioni…

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L‘invisibile d‘io

Dico sempre, che se c’è da aver paura di qualcosa, non é di quel che si vede e tocca, semmai di ciò che esiste ma non siamo nella capacità di vedere in quanto si tratta di cose che per certi versi si possono indirettamente osservare sotto forma di effetti leggeri o meno che fanno sul nostro corpo e mente, ma nella realtà dei fatti, rimangono invisibili ad occhio nudo in quanto é umanamente impossibile di captarle o materializzarle.

In queste settimane è iniziata l‘accelerazione del Countdown finale per l‘essere umano, ci troviamo di fronte alla prima grande vera ed enorme apocalisse di ogni tempo e ciò nella piena e totale incoscienza comune, poiché siamo stati a tal punto traviati é deviati da un‘infinita di informazioni mediatiche, di tempistiche, di schemi, di malattie, di perversione,di materia, materiale e chi più ne ha più ne metta, da non essere più facile l‘accorgesene o il credere l‘uno o l‘altro parere, da non avere più fonti né fede neutrale o imparziale, nette opinioni, logica o filosofica che sia…a tal punto da autodichiararsi pronti al punto. Uguale cosa sia, quale sia, quanto sia e come venga…poiché quel che sarà o sarà é talmente grande per noi, da sembrare di non poterci più fare nulla. É proprio qui che i duri iniziano a giocare.

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Le radici dell‘amore

Pensavo all‘amore, ai volti che porta, le radici che pianta, a quelle che sradica…ai colori che porta, all‘intensità con cui si manifesta…che grande tema ed incognita questo sentimento fondamentale ed anche letale.

L‘amore con cui una madre cresce i suoi eredi, l‘amore che incontri per strada, l‘amore che dai agli altri e quello che provi per il tuo uomo…

Appena mettiamo piede al mondo iniziando sottili legami pronti a diventare tutto, a diventare il tuo pavimento e quante volte quel pavimento crollerà sotto i tuoi piedi tu ancora non lo sai, ancora non sai  con quanta forza, volontà e dedizione costruirai ancora il tuo cammino, convinto che non sia la fine, qualche volta invece esiterai forse, pensando che lo sia…ma in qualche angolo di te che non da sempre prima sapevi di conoscere, quell‘angolo, contiene le tue speranze, i tuoi semi e da lí vedrai nascere nuovi fiori, ritroverai l‘amore per ogni cosa, per ogni volta, per ogni lacrime versata, se tu lo vorrai, accenderai vita e spegnerai la morte ancora ed ancora.

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Una pandemia di paure

Qual‘é il nemico numero uno del progresso? La paura. Come si tiene sotto controllo una massa di persone in dittatura? Sempre con la paura. Quali sono le stanze in cui non entriamo? In quelle che ci fanno paura.

Come ci si libera dalle paure? Con il coraggio, con la volontà. É una presa di coscienza in forma neutrale ed imparziale che ci libera da certe catene in cui cadiamo o ci lasciamo addirittura spingere, cosa naturale, non avessimo paure non sapremmo come difenderci, ma che in un sottile batter d’occhio diventa patologico, controproducente. Il costante essere messi sotto pressione fa male a livello quasi ingestibile, inguaribile.

Ad una mente schiava delle paure, non verrà in mente di accendere una candela, un‘accendino quando va via la corrente, non le verrà in mente di camminare nel buio tastando i perimetri ed ostacoli, perché sarà succube del panico, si sentirà impotente e piccola rispetto al buio improvviso, si farà mangiare dentro dal quel buio, dimenticherà la logica del giorno e la notte,  blackout totale; lascerà se stesso completamente in balia sotto il controllo del terrore.

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L‘ala di una madre

Mi stupisce guardarti ogni giorno, quante emozioni mi fai passare per la gola, con quei occhi grandi e blu come il cielo, piena di tutti quei perché sulla vita che stai scoprendo…

Non c’è momento che io non mi goda di te, nemmeno nella rabbia perdi di orgoglio nel mio cuore e quando arriva sera, e ti stringi così vicina a me io dimentico tutto il resto è mi sembra di averti ancora lì nel mio ventre, mi sembra che tu vorresti dirmi che sei dentro me per sempre…

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La realtà che inganna

Sono passi lenti per l‘evoluzione umana quelli che stanno avvenendo, non si capisce più in quale direzione vadano i progressi, sempre che si possano chiamare così.

Riversa in una situazione preoccupante la situazione mondiale attuale, le persone non sono a conoscienza vera e proprio su ciò che sta avvenendo in grande, siamo stati resi passivi, spenti e senza armi per combattere.

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Una voce guida


C‘é una strada dall‘apparenza comoda e semplice ed é quella che ci porta ad azzittire quella parte di coscienza che tenta la comunicazione con noi. A mio avviso non conosco voce più amica e sincera di questa.

Fa suonare il campanello quando stiamo per deciderci di andare a muovere i nostri passi su sabbie mobili, quando stiamo per cacciarci in situazioni difficile, compromettenti, incoerenti con la nostra persona e carattere.

A questa voce non importa la figura che farà nel dirci la verità a questa voce interessa aiutarci, guidarci…eppure troppo spesso decidiamo di ignorarla e copriremo con ogni scusa possibile il nostro presagiato avvertimento.

Per quale motivo sia così semplice trovare colpe e scuse fuori ed attorno a noi, é un atteggiamento che personalmente non riesco ad inquadrare nella logica. É del tutto controproducente, é come entrare di proposito in una strada chiusa e pretendere, o darci l‘illusione che forse esiste comunque un‘uscita, magari con questa convinzione avremmo cercato una scorciatoia per arrivare in tempo ad un nostro appuntamento con la vita, ed invece non solo arriveremo in ritardo, perderemo energie a dare colpa a qualcosa che in principio era inequivocabile ed avremmo pure evitato di prendere in considerazione tutte le altre strade che a quell‘appuntamento ci avrebbero potuto portare per tempo e serenamente.

Cosí che restano appesi in trasparenza errori nella nostra mente, così che anche la coscienza finirà per non parlarci e consigliarci più ed il fare alla cieca mostro diventeranno insoddisfazioni ad accumulo nel nostro futuro prossimo ed anche più lontano…

É tutto una proiezione, é tutto una collaborazione entro la nostra carne e mente ed al di fuori, quando decidiamo di correre contro vento, non lamentiamoci di essere arrivati ultimi e pure più stanchi!

Oltre

Mi sono soffermata su di una breve parola, ed in questa ho trovato paradisi nascosti…“oltre“.

Vado oltre, guardo oltre, oltre a questo e quello…oltre ci da possibilità, ci porta avanti, ci insegna confini e ad attraversare momenti.

Oltre la tempesta c’è il sole, oltre a questo litigio c’è la pace, oltre la sofferenza..l‘amore, possiamo appoggiare il nostro sguardo oltre ogni cosa.

Lo vedere quanto immensa sia questa piccola parolina? Quanto sia utile nel nostro vocabolario dei sentimenti e non solo?

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Nel qui e adesso

Ha un gusto di semplice il presente, il qui e adesso, genuino, completo…come sentirsi a casa, eppure molto spesso si vive nel passato o si balza al futuro lasciando all‘attuale troppo poco spazio.

A volte l‘esserci oggi é pesante, opprimente e la reazione e cercare un rifugio altrove; in un ricordo, un profumo, una canzone oppure li più avanti in un progetto in un‘ambizione. Così succede che diventa un abitudine il fuggire dall‘ora, dal qui e adesso.

Molti stimoli esterni ci portano anche dentro questo meccanismo e, presto e facilmente si dimentica l‘importanza dello stare nel presente.

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