Una pandemia di paure

Qual‘é il nemico numero uno del progresso? La paura. Come si tiene sotto controllo una massa di persone in dittatura? Sempre con la paura. Quali sono le stanze in cui non entriamo? In quelle che ci fanno paura.

Come ci si libera dalle paure? Con il coraggio, con la volontà. É una presa di coscienza in forma neutrale ed imparziale che ci libera da certe catene in cui cadiamo o ci lasciamo addirittura spingere, cosa naturale, non avessimo paure non sapremmo come difenderci, ma che in un sottile batter d’occhio diventa patologico, controproducente. Il costante essere messi sotto pressione fa male a livello quasi ingestibile, inguaribile.

Ad una mente schiava delle paure, non verrà in mente di accendere una candela, un‘accendino quando va via la corrente, non le verrà in mente di camminare nel buio tastando i perimetri ed ostacoli, perché sarà succube del panico, si sentirà impotente e piccola rispetto al buio improvviso, si farà mangiare dentro dal quel buio, dimenticherà la logica del giorno e la notte,  blackout totale; lascerà se stesso completamente in balia sotto il controllo del terrore.

La storia si ripete, ed insegna che i fenomeni di massa sono allo stesso modo avvenuti infondendo, svegliando, e tenendo accesi focolai di paure nella coscienza delle persone. Ingresso dei tribunali, olocausti, guerre, malattie, ghigliottine e pena di morte etc etc…mani aperte da parte dei potenti che minacciano schiaffi senza via di ritorno su corpo ed anima se non si seguono certe regole. Ed é colpa nostra solo nostra, se lavoriamo per le tasse e non si arriva a fine mese, se paghiamo l‘acqua, una casa, una medicina, altrimenti crollerebbe il loro sistema con noi ai piani più bassi…é colpa nostra se siamo così stanchi e stressati da arrivare al suicidio, se cadiamo malati, se non possiamo essere puntuali, se decidiamo di essere noi stessi e non un „come gli altri“ luogo comune… È colpa nostra perché seguire alla lettera un manuale di perfezione in un mondo perfettamente imperfetto é da unici ed unico non lo é nessuno.

La paura é un‘arma puntata addosso, é una pistola di cui non sentirai mai scoccare il grilletto eppure ti ha già uccisa.

La paura é dipendenza, é sottomissione, diventa presto passivismo ed una volta che l‘avrai dentro di te difficilmente te ne saprai togliere i danni, é meschina, ci fa dire cose che non vogliamo, fare cose che sereni giudicheremmo con perspettive e non in sensi unici.

Ora immagino un mondo intero che ha la forma di una testa, dentro gli metto autostrade, strade e sentieri infiniti, che sono le trasmissioni neurali, me lo immagino a forma di ragnatela, al centro dorme il ragno paura, che null‘altro aspetta che da qualche parte sulla sua tela di autrostrade neurali un‘insettino passi a svegliare il ragno che accorerà con ogni sensore acceso ad acchiappare la sua preda e proclamerà la sua dittatura vincente ad un cervello, che non saprà più tornare libero. Ogni terremoto che un‘insetto col suo ingresso nell’aerea farà, il ragno conquisterà più margine (spazio, autostrade neurali)ed ingrasserà vincente in quantità e qualità di superficie. Quando si sarà in grado di circoscrivere il ragno in sentieri neurali piccoli, laterali, secondari, ci si può proclamare liberi da paure, nel senso che non avranno quello spazio importante e devastante che hanno se il ragno resta sulle strade principali. Sarà lí nella natura e naturalezza al suo posto.

In riferimento alla situazione attuale, sulla maggioranza della popolazione, incutendo timori dai risvolti gravi, é venuta a meno la capacità razionale di distinguere e distinguersi finendo vittima attiva di un dramma reso sotto i riflettori ben più grande di ciò che realmente é e facendo dimenticare tutto il resto. Mi domando quale premio i colossi ai vertici stiano conquistando ora sulle spalle di gente impaurita, terrorizzata per un fenomeno che sarebbe passato inosservato o meno osservato se non ci fosse uno scopo preciso da raggiungere. Non si é mai protetto il popolo nella storia, vi é stato un meschino interesse di chi al potere da sempre, e nemmeno in questo momento lo siamo anzi, ma l‘apparenza e la facciata più facile da accettare e che ci stiano proteggendo, che stiano facendo i nostri interessi ed intanto colpa nostra in ogni caso, la paura la conosce la ragione, ma muore come un virus se gli vengono tolte le gambe per cui ha desiderio di continuare ad esistere…

Cé un posto chiamato vita e tempo a restituire risposte, a dare possibilità, io resto contro lo spreco di queste.

Lascia un commento