Tutto fuori

É La necessità ha molti volti, molti ne ha anche la personalità..qualcuno persino le virtù. A turno e tratti ci accompagnano, lavorano con noi, affrontano con noi i fatti. Ci aiutano, ci stanno contro, attorno o immersi dentro.

Vicino a questo, prosegue lo schema del vivere, alcune cose si ripropongono sotto altre prospettive, altre giungono nuove e poi ricordi, frammenti e le sensazioni…

Una bilancia che tenta l‘equilibrio, sfida la gravità, pondera i pesi, non butta via niente ogni cosa fa parte della retta.

Lacrime, lacrime di gioia e dolore, di paure e vittorie tutto fuori sulla tua tavolo apparecchiata. Sembra tanto e troppo, ma é solo questione di dare un ordine, di sistemare ogni cosa al suo posto.

Passai intorno ai miei vent’anni per una di queste crisi d‘identita e volere, enormi indecisioni, tanto materiale sul fuoco, un corpo ed un‘anima con fame e sete…quesiti in fila per le risposte…un lavoro che richiede enorme pazienza, che viene nella vita di chi si decide per la pulizia. In un mondo dove molto non ha senso, dove le apparenze vengono scambiate con le realtà è le ultime perdono di valore.

Il mio bisogno di sistemare, viene da un garbuglio di eventi e sentimenti così fortemente annodati da togliere il respiro, da non desiderare altro che rendere il servizio.

Dare il cuore in ogni cosa, significa investire, e se ciò non riceve un avere si trasforma in mattone; mattone dopo mattone, si sa, issano muri. Non importa se queste barriere si alzano per proteggerti o allontanarti, importo io, importa la vita, importa ripagarsi e ringraziarli.

Forte sì, non troppo per evitare di peccare d‘egoismo, né poco da lasciarsi distruggere….attraversare, questa parola mi piace.

Si attraversano sentieri, si attraversa il mare, la campagna, la pioggia persino il sole…si attraversa l‘io e si torna ad esistere.

Momenti in cui sentì di essere persa, altri in cui tutto pare chiaro vivono con te. Mi risponde dal profondo la fiducia e stringe la mano alla pazienza, abbraccia la mia anima, carezza la bambina che ero e guarda dritto in faccia il futuro, perché sa che lí il mio posto c‘é; non c’era ieri, a volte nemmeno oggi, ma domani lì sono certa che c‘é con la mia bella casa ad aspettarmi.

Sono stata ospite della mia vita troppo spesso, incredula al punto da sembrare di guardare un film in terza persona; affascinante la mente e la sua evoluzione, sconfortante il continuo di bastoni fra le ruote, interessante la forza sviluppata, immense le facoltà acquisite.

In questo dono e miracolo che mi ha concesso corpo e respiro i racchiudo la mia gratitudine e speranza.

Colpita sí, ma sconfitta mai.

Ora lascio uscire ogni lacrime, perché é questo il corso che devo farle fare, tenerle dentro non mi é servito, ne ho avuto bisogno, alcune volte le ho dovute trattenere, ora fuori tutto…e quando l’ultima di quelle antiche goccioline solcherà il mio viso, sarò arrivata nel mio presente. Avrò lasciato ciò che si è rotto, riparato ciò che si poteva, accettato ciò che era, lasciato andare ciò che non doveva e non dovrò più fissare il futuro con questo sguardo quasi dolonte e fisso, potrò vivere nel presente.

Spensierata per la mia via, nuda e con le mani in tasche piene di ricchezza interiore. Nulla di più da desiderare e guadagnare…resterà solo più il navigare. Quello dolce in questo mare.

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