Un passo fra almeno altri cento

Stavo riflettendo come migliaia altre sere, alla vita, alle differenze, all‘essenziale, ai progressi, agli sforzi…le ribellioni d‘animo.

Ci stavo pensando in maniera diversa dalle mille altre volte, ognuna delle quali comunque utile, quanto abbiano concesso, dato accesso e stimoli a nuovi passi.

Questa fase della mia vita credo sia tutta caratterizzata dal nuovo, movimenti lenti su un terreno tutto da scoprire, da credere, in cui affidarsi da zero come impressione..

Trovo collegamenti al mio passato, in qualche modo mi sento di arrivare da un posto e di dirigermi verso un punto, probabilmente un obiettivo nato fortemente dentro di me anni e anni fa, quando ancora non sapevo che cammini avrei scelto e su quali scelte avrei potuto muovermi. Non sarà però più in nome del passato che dovrò lottare, questa volta é ora di lasciar andare.

Una fase di crescita questa, come una lunga scala già affrontata, e quel grande respiro pieno di voglia e speranza, prima di salire l‘ultimo gradino dei tanti, uno così importante, fondamentale; uno che non può permettersi di deludere, che non puoi permetterti tu di deludere. Sai di averci investito ogni tua ricchezza materiale ed immateriale, sai che un fallimento significherebbe catastroficamente tanto per la tua mente, il tuo corpo e quello spirito dentro, che meritano tutti la grande riscossa, stanchi di lotte con e contro ogni forza, pazienza e comprensione. Il momento di trasformare in casa tutti quei mattoni collezionati.

Sai quanto hai lavorato per questa ambizione, hai persino intravisto dei bellissimi miraggi di pace meritata lassù, sai che quel gradino lo puoi salire serena, eppure tutto il rispetto per questa vita poco gentile, ti blocca tremante, come sapessi ora quanto hai da perdere, meglio dire, come sapessi quel che stai per guadagnarti e ti volessi chinare d‘innanzi, poiché tutto il tempo che hai trascorso a salire tu l‘hai amato e sofferto, cercato e respinto, costruito e distrutto, tu l‘hai abitato ed ora lí, ai bordi dell‘ultimo confine poggi il tuo zaino e ti prepari al cambio di stagione, quella che vuoi con tutto il cuore soprannominare: „sempreverde“.

Sei salita gradini come un treno,come una furia, cieca ed affamata; ed ora ti fermi, hai paura, non vuoi più buttarti, non sentì più il tic tac del tuo orologio vissuto. Tutto nuovo, tutto tuo fai fatica a fidarci, a capacitarti; temi il mostro che ti ha sempre tradito: la tua mente inganna la positività…non può essere ora di colpo la normalità. Provi noia, sembra tutto a dormire, non vedi armi puntate addosso, non sentì il bisogno di dover funzionare, sembra fatto di vuoto ed invece é finalmente ora  per scrivere davvero di te, del tuo cuore. Puoi permetterti di posare la guardia e goderti il silenzio, la lentezza. Così per questo motivo prendi il tempo necessario per compiere questo passo fra mille altri cento, sai quanto vale il dopo e desideri lasciare la tua valigia pesante in un posto comunque importante, a ricordati di quali polveri é fatta la tua vittoria, a goderti ogni gloria…ti prendi ora lo spazio per la tua melodia, in alto la testa e luce sia.

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