Maledetta malattia

Scopri di essere malata; no, nulla che ti si vede addosso ed impossibile guardarti dentro, ma c’é e ti rosica in silenzio la quotidianità.

Nessun giudice capace di renderti pena, nessuna vita capace di esserci e, nessun rimpianto più per ciò.

Destinata a cadere e rialzarti, come fosse la tua corsa punita nel piano, dall‘inizio. La solitudine diventa la tua casa, troppo male ricevuto per sentirti ad agio altrove, solo la natura ed i suoi rumori lontani, ti regalano quel poco di pace.

Sei bipolare, sei instabile, sei condannata, ma devi combattere perché sai di poter riuscire a goderti quel minimo di serenità su quella così dolce e bella linea di mezzo. Lo devi perché puoi, ma che ne sapete voi??!

Di colpo un salto giù nel vuoto, con un esplosione di nuovo su troppo, troppo in alto…passando vedi il medio e te ne conservi il ricordo vivo, per poterlo un giorno raggiungere od almeno imitare.

Stanca continui i tuoi passi pesanti, vogliosa di sorrisi del cuore, vogliosa di amore che tu sola sai e puoi regalarti.

Un fulmine sulle spalle per le volte che hai voluto credere agli altri, che hai creduto di poterti aspettare qualcosa. Nessuno é capace di darti in misura di quanto fai o faresti tu…solo illusione, non errore.

La gente, cieca di ogni sua qualità ed egoismo, non sa più dare di maniera e, nel ricevere, dimentica.

Non voglio il paradiso, non amo l‘inferno…fluttuare é divenuta per forza di cose la mia passione, capacità e motivo, poiché non andassi con le onde; di corrente morirei alla deriva!

Non ho vergogna tale da non tenere testa dritta, non la voglio alta e qualche volta la vorrei meno bassa.

Serva di una vita che non mi é stata gentile, ma che continuo a ringraziare come fosse l‘unico e più bel mio dono. Poiché lo é.

Quante volte sai ho toccato il mare, per abbracciare le onde, quante volte sai ho toccato la terra, scavato, per abbracciare il mio male e, quante volte sai ho guardato il cielo per condividere un po‘ di speranza e meraviglia.

Non so essere peggiore di quel che già sono, posso essere migliore forse, tento di tentare, mi aggrappo a ciò che per breve tempo ha visto il mio cuore e continuo in suo nome, l’amore.

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