Sveglia di coscienza

Anni inseguita dai rimorsi, sensi di colpa, dispiaceri…traumi che sembravano non volersi sciogliere, pochi respiri a pieni polmoni, ed errori, errori ripetuti ed errori nuovi; la vita é questa è va vissuta, la vita é una e non si gioca al recupero. Sei giusto lo stesso, anche se non c’è l‘hai fatta, ma non ti sedere avanti e combatti conquista il nuovo se il vecchio non é bestätigt, non fermarti, non sederti, piangi contro vento mentre vai a prenderti quel che prima non hai potuto, non sei riuscito o era destinato ad altri.

Ore perse nel parlare, momenti spesi nel vivere, nell‘esistere. Siamo ombre che spoglie di sentimento e tempo, non esisterebbero. Pronti a gettarsi l‘indice addosso, mai troppo per guardarsi al proprio specchio. Eppure a contare é quel piccolo grande equilibrio, che fa trasudare un benessere ad onde energetiche, quel dare e avere che si genera quando si sa di stare nel giusto; quando si sa che sbagliare fa parte di noi, ma correggere é dovere, é un rientro di bonus é diritto.

Poco o tanto ne siamo toccati tutti, ed ammetterlo, facendo crollare muri di orgoglio e pregiudizi, pareti di paure, sarebbe quel che a questo mondo manca…ed a mosca cieca viene cercato, ma resta indisturbato sotto gli occhi di ognuno a combinarcela finché lo si capisce almeno un pochino.

Angeli senza ali, che conoscono il gusto di volare, ma non vogliono ripulirsi le piume e così si cade, col ricordo impresso di un volo breve, ma vero…almeno quel piccolo istante che dura una vita intera, capace di spingerci su terre perdute se di quel volo, non vuoi tener fatica.

Il tempo é elegante, il tempo passa veloce e consegna memorie, il tempo lo sa e ne parla alle coscienze.

Un‘epoca in cui la politica non vale l‘onore, il rispetto viene raccolto a punti, l‘apparenza si ascolta più del reale. Ci si veste di moda per coprire pelli spoglie di un io che abbiamo dimenticato di curare, nutrire, difendere ma anche incolpare, proteggere ma anche investire. Osare con le nostre anime alla conquista di un modo grande fuori che nel piccolo e nostro…quel niente che diventa tutto. Ce ne dimentichiamo; investiti di frenesia maniacale e patologica, tanto da non accorgercene più…e con un folle gesto di arroganza, la colpa resta altrui.

Questo esistere mi fa male, questo sbagliare mi rende umile, questa indifferenza sociale mi uccide. Non é il bipolarismo, la depressione, il tumore no, siamo noi che ci stiamo annullando.

Fra le altre tante pagine di storie, aumenti spropositati di malattie fisiche e soprattutto psichiche, si chiudono gli occhi ancora…non sapremo quante aurore ci toccheranno ancora in questo stato passivo. I pareri delle masse fanno spavento: „ci stanno uccidendo le farmaceutiche“ ,„sono i veleni delle terre bruciate“, „non ci sono abbastanza soldi per la felicità „ ed ancora „una vita per lavorare e risolvere problemi, mai una gioia“ e quante altre frasi si potrebbero aggiungere, e come é facile abbindolare e lasciarsi abbindolare, togliessimo tutto questo formaggio da occhi e orecchie sfameremmo il mondo povero. Invece no, lo si vuole così, perché se c’è una storia che si ripete da quando esiste l‘uomo, é il dormire sugli allori, l‘appoggiarsi sulle scuse, il reggersi con le lamentele…

Non c’é sveglia al mondo che non risieda nelle nostre coscienze, non volevo svegliare nessuno, solo versare qualche lacrima di sofferenza per un cuore che io tento di salvare ogni giorno, mentre gli altri ti vogliono trasformare di pietra o peggio plastica.

 

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