Per una svolta, tante nuove strade

Sto uscendo ora da un anno abbondante di oscurità, sotto una costellazione di nuvole cariche di pioggia nella mia vita privata. Non mi sento la sola ad attraversare periodi di buio, siamo tanti anzi, per quel che riguarda me e questo faticoso periodo che sento di star buttando alle spalle, ho creduto per la prima volta nella mia vita, nonostante le varie brutte vicende che mi son capitate durante la mia esistenza, che non ne sarei più uscita…ho creduto che sarei rimasta in questa umida, pesante stanza oscura per sempre. Chiaro, dopo più di un anno di sofferenze in molti, troppi importanti ambiti di quotidiano e privato, sono finita schiacciata dalla gravità di questo circolo in un angolo chiusa chiusa con le mie difficoltà.

Poi ecco il raggio di sole e luce che aspetto, correggo, per il quale impegnavo le mie energie, nel quale non smettevo di credere, lì dove ho riposto ogni mia speranza e credo da sempre…Spunta proprio lì, sull’orlo di una vetta che dovevo scalare, l’ennesima, sicuramente non l’ultima né la prima, ma di certo di questa vetta ho particolare orgoglio e rispetto.

Parlo di una scalata piena di fatiche ricche di dignità, conquiste che nel mentre non riuscivo più a visualizzare…sovrastata e carica.

Una bambina che cresce nelle e con le sue esigenze sotto l‘ala di una madre devota e spesso anche stanca; parlo di problemi fisici gravi personali e di famigliari vicini, per i quali si é pianto che solo poche stelle sanno quanto, si é sudato, pregato, si é stati male di corpo e di cuore…

Parlo dell‘alba di un amore grande che sta toccando le nostre vite, delle sue divergenze, dei scombussoli che genera questo sentimento, di quanti fattori esterni possano giocare un ruolo e, soprattutto, di quanto dopo un’esistenza come la mia sia difficile credere in questo sentimento, lasciarsi andare in braccia altrui, raccontare alla bimba ferita che vive in me di come posso crederci ancora, di come insegnarli ad abbondare la sfiducia nell‘amare, nell‘essere umano.

Parlo di una bipolare di tipo 1, che non si accontenta di piangere della propria diagnosi, che non marcia sulla propria pelle, che perisce se non evolve, se non lotta, reagisce e crea.

Per poco o tanto che abbia raggiunto sinora nel mio cammino, ho imparato molto, davvero tanto…robe preziose, qualcuno forse non tutti capiranno, forse nessuno o magari anche tutti, ma nella mia scalata deve importare di me, e per me si parla di rare perle qui. Mi riferisco a quanto un tassello possa cambiare le cose, a come una svolta possa generare cammini nuovi, strade a cui non per forza ci vuole un orizzonte per arrivare, vogliono solo essere percorse e rappresentare vissuto; pagine di righe e colori da aggiungere ad un bagaglio che ha deciso con la vita stessa cosa vuole portare con sé; valori che per me sono primordiali e per gli altri possono sembrare cosa vogliono loro.

Non esiste un vissuto inutile, né uno utile..esiste esperienza, raccolta, memoria…esistono sentimenti assetati di gloria, affamati di riuscite che non per forza vanno colmate a suon di ego e medaglie…esistono silenzi che guadagnano vittorie ardue e meritevoli che avvalorano un‘anima custodita che non sempre né per forza chiede, ma sa di voler lasciare un pezzo di sé all’eternità. Un campo di rose e viole per me.

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