Tasto riavvio

La notte di capodanno, chiunque si trova a farsi la veloce domanda retorica:“chissà cosa mi riserverà questo nuovo anno?!?“

Brevemente si tira giù un respiro, augurandosi il meglio e la forza per attraversare ogni momento.

In questa prima parte dell‘anno mi sono trovata a vivere un‘immensità di esperienze e stati d‘animo, nei quali, mantenere una stabilità psichica é stato spesso una questione di roulette russa.

Molte sono state le volte in cui sono andata in riserva fissa di ogni genere di energia di cui normalmente dispongo in buone dosi, tanti i momenti complicati e difficili, ma infine anche qualche buona notizia.

A partire da aprile fino a qualche giorno fa sono stata dentro una nuvola di pioggia continua, lavoro estremo e costante di mente e corpo, senza vedere sole; infatti, era arrivata la diagnosi che nel collo del mio utero si stava instaurando il cancro e quanto grave, quanto di salvabile ci fosse lo si poteva sapere solo dopo l‘operazione effettuata a metà maggio.

Ansia, domande a fiumi, sbalzi d‘umore ravvicinati, nervi pronti a saltare hanno accompagnato le mie giornate per questo tratto.

L‘intervento é riuscito, le parti asportate rappresentavano tutte le zone di rischio intaccate. L’utero é sano, posso ancora avere figli, posso finalmente tirare un sospiro di sollievo e spingere con forza il dito sul mio tasto riavvio. Avrò controlli trimestrali a prevenzione di ogni altra eventuale che non necessariamente devo tenere più in considerazione come qualcosa di incombente, come una minaccia.

Mancava davvero solo questo intervallo di terrore, per dire che nella mia vita le ho viste praticamente tutte!

C‘é da dire, che anche offuscata, le speranze non le ho perse, soprattutto non ho perso la gratitudine in questa vita che ha deciso di mostrarmi ogni colore e sfumatura possibile.

Questo mi é stato possibile per la mia filosofia ed impostazione, ma molto, per il sostegno sul piano affettivo. Mia figlia, il mio uomo, la famiglia…non mi sono sentita sola né persa, anzi. Mi sono sentita più fortunata che mai.

Penso che anche per un discorso ormonale che ha conosciuto instabilità in questa esperienza, le fasi della mia malattia si sono svegliate diverse volte. Ho avuto ore o giornate di mania tendente allo psicotico alternato a momenti di depressione. Non ero mai stata confrontata con una realtà in cui vivo questi diversi stadi nel giro di ore o giornate, é stato qualcosa del tutto nuovo, tanto che mi ci sono dovuta ridimensionare per mettermi al pari delle ondate che mi coinvolgevano e sconvolgevano a breve distanza l‘una dall‘altra.

Qualche volta ho creduto di essere pronta da ricovero, ho avuto paura, non mi sentivo in grado di gestire tutto questo fiume di pensieri e sentimenti in un solo giorno; poi é avvenuto il meglio, ancora una volta ce l‘ho fatta, ho vinto sul negativo.

Attimi in cui il cuore palpita da far tremare gambe, ossa e pelle. Vibrazioni altezza stomaco fra nausea panico e fitte, respirazione troppo irregolare per consentire la giusta ossigenazione del corpo e cervello, emicrania onnipresente, muscolatura contratta e dolente, tutti questi ed altri ancora sintomi, hanno accompagnato le mie giornate durante questo periodo. Penso a quante persone come me, a quanto possa essere e diventare difficile in un attimo battente, a come sia sottile e facile da rompere il pavimento, quello che dovrebbe tenerci su ed invece sarebbe disposto a lasciarci crollare.

Quanto dobbiamo e bisogna essere forti? Diciamo in una misura direttamente proporzionale ai fatti che avvengono ed alla nostra stessa comprensione e ragione.

Quel tanto che basta, per muovere dopo ogni possibile tempesta, di nuovo passi certi, decisi, nel nostro giardino fiorito di vita, colori e sole.

Quel tanto che basta, a non farci perdere di vista il reale ed il  giusto, che non ci faccia perdere la forza né l’orientamento verso quel bottone interiore, per consentirci sempre il riavvio in pace con noi stessi ed il resto del nostro piccolo grande mondo.

Sempre grati, sempre rispetto, sempre il bene tanto per noi quanto da augurare e poi, avanti dritta!

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