L‘esercizio dell‘immaginario

Quest‘oggi dalla psicologa abbiamo fatto ancora una volta un‘esercitazione a base di immaginazione. Principalmente per andare a scoprire cosa il mio corpo volesse dirmi a riguardo del mio prurito. Sono venute fuori cose interessanti che non avrei pensato di richiamare fra i miei pensieri o collegarle in qualche modo al mio attuale disagio.

Sempre ad occhi chiusi seduta comoda sulla sua poltrona abbiamo iniziato col esplorare la superficie della mia pelle con una piccola „me“ che camminava sul braccio in quel momento.

Vidi una pelle sgretolata e molto secca quasi a scaglie la vidi bianca con i punti grattati da poco molto infiammati.

Mi chiese cosa ci fosse su di me ed intorno, cosa vedevo o cosa mi veniva in mente. Era come fossi in un corridoio molto buio, sopra di me una nube nero scuro. Il mio prurito mi suggeriva parole come stress, nervosismo e mancanza di amor proprio. Vidi anche organi interni lavorare ma erano bianchi non ci scorreva sangue, credo fossero stomaco e intestino, vidi in un secondo momento anche il cervello.

Da una parte ho avuto la sensazione fosse una causa organica, dall‘altra psicosomatica.

Passando attraverso questi dettagli vidi tutte le energie che dedico a mia figlia, quelle che perdo dietro cose e persone che non lo meritano e mi sono resa conto di non amarmi, o meglio, di privarmi dell‘amore che dovrei dare a me stessa ed anche della cura che mi dovrei dedicare.

Sentí frustrazione e cercando di dare una data a questo sentimento, ho scoperto di dover andare molto indietro nel tempo. Vidi una strega cattiva sorridente goduta, questa mi mostrò di essere presente dalla mia nascita e di essere lì per farmi sentire insicura e sbagliata ed anche poco importante.

La dottoressa mi ha chiesto di dirle che ora non cé più bisogno di spronarmi in questa maniera e di ringraziarla lo stesso per avermi aiutato a migliorarmi, per avermi dato motivo di crescere interiormente tenendo conto delle possibilità che cambiano le situazione e  le cose.

A poco a poco quell‘ambiente così buio iniziava a colorarsi e ho visto anche un fiore.

Ho visto anche me da piccola con mia madre che mi rimproverava ingiustamente in quel giorno, abbracciai entrambe in direzione del perdono e chiesi a mia madre di aiutarmi con quella nuvola nera che sentivo sulla mia testa ed intorno a me di proteggermi e farmi sentire la sua presenza, il suo amore da lassù, così non la vidi più davanti ai miei occhi, ma la nuvola improvvisamente si riempí di una luce celestiale bellissima e finí per dissolversi.

Di preciso ancora non so dire quale significato in particolare attribuire a questa storia avvenuta sognando da sveglia, ma quando ho riaperto gli occhi mi sentivo davvero molto meglio, leggera, infatti quel peso che sento sul petto ad ogni respiro, quella pesantezza, é sparita e ho tenuto tutto il giorno un bel sorriso, forza e pazienza come, normalmente, é mia consuetudine e, come credo a volte di aver perso attualmente.

Ne concludo che abbia fatto bene, nei prossimi giorni verranno altri pensieri più e meno correlati già sono curiosa di viverli.

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