Siamo tutti anima propria

L’espressione “fai del bene e scordati, fai del male e ricordati” la dice lunga su molti fronti. Eppure è cosi facile tener in memoria qualcuno che ci ha ferito piuttosto che qualcuno che ci ha dato gioie. E’ il bene che non va dimenticato, sia per chi lo fa che per chi lo riceve, il male dovrebbe solo servire a dirci: “questo non lo voglio per me” “questo non lo farei nè lo augurerei ad altri”.

Tutto l’ impegno che ci si possa mettere a dare il meglio in una vita, cadrà ai piedi di quella azione sbagliata, sembrerà che si ha sempre e solo dato il peggio, e si verrà giudicati per questo; poche rare persone elogiano quando avviene il bene, perchè è scontato è dovuto.

Che egoismo pensarla cosi, non si vedono, nè viene dato peso agli sforzi di una persona che ci sta mettendo l’anima per essere migliore, per guardare oltre il fisico nello spirito e capire con quante cicratici qualcuno possa lottare.

Il negativo ha un potere enorme a confronto con la positività, resta piu’ nell’aria, vieni piu’ assorbito è piu’ assordante, piu’ pesante è sempre presente.

Personalmente nella mia vita ho commessi molti errori, la prima colpita ed a pagarne le conseguenze sono stata proprio io medesima. Ho deluso spesso i miei famigliari anche, soprattutto per quanto riguarda il mio vissuto da dipendente. Sono i piu’ cari, i piu’ vicini, a soffrire insieme a noi purtroppo. Penso spesso di non essere capita ed apprezzata per quello che sono ora, mi sento sempre in torto, come dovessi dar spiegazioni o mostrare agli altri che non sono solo il mio passato, che oggi sono di piu’, che ho fatto passi da gigante che nessuno si aspettava potessi fare infatti rimangono diffidenti, non danno fiducia al mio stabilizzarmi e migliorarmi, quasi non ci credessero, non mi credessero, questo lo sento nell’atmosfera, nel confronto diretto anche se non viene citato.

Sono rare le volte che io ricorda, in cui sono stata apprezzata senza giudizio, in cui i miei sforzi siano stati presi in considerazione, in cui ho ricevuto una carezza o un abbraccio di consolazione o buona riuscita.

A volte questo mio troppo pensare mi butta in un abisso di solitudine cosi’ grande da non sapere piu’ dove si trova la mia casa…se a galla, in spiaggia, tra le onde o sui fondali…non lo so….o forse lo so, ma in questo momento non lo vedo.

A mia figlia, sto insegnando ad essere libera, ad esprimersi sia nella creatività che nel dialogo anche fosse esso uno scontro, ad essere se stessa senza lasciarsi intimidire dal giudizio altrui nè dalla massa…per quel che posso già vedere ora ci stiamo riuscendo in questo e ne sono fiera. Saro’ al suo fianco nei momenti belli e lo saro’ ancor piu’ in quelli brutti, le daro’ coccole, motivazione, e forza quando a lei mancheranno e poi, la guardero’ fare i suoi passi in silenzio ed in silenzio senza sfiorarla faro’ in modo che sempre abbia l’impressione che mamma le tiene la mano e la sostiene. Cose che a me sono mancate, lacune nelle quali oggi ogni tanto sprofondo, quasi fossero sabbie mobili, anche se per la maggiore sono forte motivata e solare e, sento che sta tornando il mio tempo, la mia posizione.

In fondo bisogna nuotare nelle fasi che la vita ci mette davanti, per chiunque ci sono onde piu’ o meno gradevoli, e siamo lo stesso ancora qui, sopravviaviamo le sofferenze uscendone piu’ forti e invicibili, piu’ umili di prima, piu’ ricchi.

Non tutti la vivono in maniera diretta ed esposta, per qualcuno queste situazioni passano di fianco senza sentirsi colpiti, senza un insegnamento, senza viverli; non so se questa è una strada giusta, un autodifesa o superficialità, quel che so è che ogni persona fa il caso suo, è diversa dagli altri e percepisce in una maniera unica le circostanze, in questi meandri dell’io siamo tutti diversi, siamo tutti anima propria.

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