Il prezzo da pagare

A quindici anni iniziai con l’uso di stupefacenti, principalmente cannabis e alcool, intorno ai diciassette si aggiunse la cocaina inizialmente solo sporadicamente piu’ in la divenne giornalmente o quasi.

Per la maggiorparte del giro dei miei amici fu lo stesso, l’atmosfera fu allegra, il coinvolgimento, inevitabile. Si iniziava già la mattina presto mentre ci recavamo a scuola a far “festa”, continuando a scuola durante i cambi ora e all’uscita, insomma continuamente…ervamo un banda di sballati, ci ribellavamo al sistema, agli schemi. Ci interessavamo dei “viaggi” che le nostri menti facevano sotto effetto, ci allargavamo le vedute e annegavamo i nostri dolori, le sofferenze nell’abuso. Facemmo diversi discorsi affascinanti, con una completezza rara di tematiche.

Partecipammo comunque attivamente alla vita in generale anche a quelle scolastica e l’apprendimento non risulto’ scadente, anzi. Oggi a distanza di anni quasi tutti hanno potuto fare una piacevole carriera lavorativa, costruirsi una famiglia, lontano dalle droghe, mantenendo di esse solo le larghe vedute, solo il ricordo.

Con l’ingresso della cocaina cambiarono per me molte cose, diventai bene presto estremamente dipendente, divenne priorità e quando non consumavo ero molto nervosa; influenzo’ parecchio il mio carattere. Cominciai con lo sniffare, seguirono anni in cui la fumai, quegli anni non furono affatto belli e sereni, girava tutto intorno ad essa.

Restai incinta dei gemelli proprio in una delle nostre nottate passate ad abusare, mi accorsi di essere gravida in entrata del terzo mese, il mio ragazzo mi convinse ad abortire non solo perché eravamo drogati ed instabili, ma anche perchè non avevamo lavoro nè dimora fissa in quel momento. Cosi’ mi recai in ospedale per annunciare di voler abortire e scopri’ dall’ecografia che i miei bambini erano già morti. Quanti sensi di colpa, quanta rabbia e tristezza, quanti sentimenti uno dopo l’altro dentro di me. Realizzai che dovevo cambiare stile di vita che esagerai, che ebbi superato il mio limite fisico e psichico…Passo’ parecchio tempo prima di riuscirci sul serio, ma ci arrivai a quell’oiettivo anche se tutt’ora ci devo costantemente lavorare.

Ebbi due crisi epilettiche durante una serata all’insegna della droga, non ci fu nemmeno piu’ sostegno famigliare, visto che allontanai tutti in quel periodo. Al secondo attacco epilettico misi un limite, dissi al mio ragazzo di scegliere fra me e gli stupefacenti, anche lui volle smettere. Eliminammo la cocaina resto’ la marjuana, quest’ultima anni dopo la eliminai anche completamente, e attualmente sto lavorando per eliminare completamente anche l’alcool.

Essere stati dipendenti ai miei livelli di sostanze cosi’ forti, lascia ombre per tutta la vita e, imbroglia la mente che sempre ti chiederà di compensare in qualche modo il vuoto lasciato smettendo. Saro’ per sempre un soggetto a rischio a maggior ragione con la mia malattia che porta a cadere in certe strade, sarà una lotta perenne, è il prezzo da pagare per il mio grande errore. A circa un anno dall’aver perso i gemelli e smesso con la cocaina iniziarono i miei nove anni di calvario con la malattia, entrando ed uscendo da ospedali a seguito di fortissime crisi psicotiche e depressione. In tutto cio’, sono convinta, la droga gioco’ il suo ruolo, come anche smettere di usarla ebbe le sue conseguenze. Tutto ha un prezzo, che altro dire.

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