Sveglia di coscienza

Anni inseguita dai rimorsi, sensi di colpa, dispiaceri…traumi che sembravano non volersi sciogliere, pochi respiri a pieni polmoni, ed errori, errori ripetuti ed errori nuovi; la vita é questa è va vissuta, la vita é una e non si gioca al recupero. Sei giusto lo stesso, anche se non c’è l‘hai fatta, ma non ti sedere avanti e combatti conquista il nuovo se il vecchio non é bestätigt, non fermarti, non sederti, piangi contro vento mentre vai a prenderti quel che prima non hai potuto, non sei riuscito o era destinato ad altri.

Ore perse nel parlare, momenti spesi nel vivere, nell‘esistere. Siamo ombre che spoglie di sentimento e tempo, non esisterebbero. Pronti a gettarsi l‘indice addosso, mai troppo per guardarsi al proprio specchio. Eppure a contare é quel piccolo grande equilibrio, che fa trasudare un benessere ad onde energetiche, quel dare e avere che si genera quando si sa di stare nel giusto; quando si sa che sbagliare fa parte di noi, ma correggere é dovere, é un rientro di bonus é diritto.

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Tutti tempi duri

Non esistevamo in questa/quell‘epoca, esistiamo qui ed ora, eppure ogni epoca conosce le sue maledizioni e difficoltà, eppure qui e là e come se fossimo esistiti, come se esisteremo…già perché la storia si ripete. Troppo facile dire si ripete, troppo facile pensare ad un filo che unisce…eppure é nella semplicità che esiste il riscontro. Sta nella natura spoglia di incontri sociali, apparenze virtualizzazione, virtuale che diventa vita e quotidiano…

Fuori da lì, fuori da tutto..selva, fauna e flora piangono..urlano riscossa e vendetta in forma pacifica.

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La cura a noi

Lo sai di quale „io“ sei fatto, lo sai quale „io“ vorresti o vorrai essere, lo sai e non ti poni arrogante verso ciò perché sai, che ne pagheresti le conseguenze.

Sai di sbagliare, ma sai anche di essere giusta…sai di aver sbagliato con gli altri e che viceversa loro hanno fatto con te, sai e non per forza lo sanno tutti, sai e non per forza é dato capirlo o farlo capire. Sai e basta, e ogni tanto quel basta non „basta“ non regge.

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Tu che sai che gusto ha il tuo pane

Non é arroganza essere sicuri di sé, quando non sfocia in egoismo la sostanza.

Ogni cosa proporzionale alla propria persona, in regola con la legge dell‘etica e della morale, in asse con le energie sentite, in equilibrio coi pensieri, affine alla propria personalità, lineare con la personale visione della vita non può essere e non verrà punita dal tribunale vita.

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Un altro modo per dire bipolare

Anni or sono che porto la mia etichetta. Cucita addosso, vestita di stracci arcobaleno che sudano una dignità vinta, vincente, tremendamente abusata e delusa, amareggiata dagli schiaffi che un vento solo sa portare e togliere, la vita….

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Per una svolta, tante nuove strade

Sto uscendo ora da un anno abbondante di oscurità, sotto una costellazione di nuvole cariche di pioggia nella mia vita privata. Non mi sento la sola ad attraversare periodi di buio, siamo tanti anzi, per quel che riguarda me e questo faticoso periodo che sento di star buttando alle spalle, ho creduto per la prima volta nella mia vita, nonostante le varie brutte vicende che mi son capitate durante la mia esistenza, che non ne sarei più uscita…ho creduto che sarei rimasta in questa umida, pesante stanza oscura per sempre.

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Tribunale vita

Si scarica carica, si riscarica e carica…nn so se parlo di una nave o di una batteria…so solo di quel pezzetto che voglio raccontare!

Voglio raccontare di una fanciulla che raccoglieva regali in spazzatura per trasformarli in giochi reali?e moderni, di quella fanciulla schiacciata al vento per interpretare un età troppo lontana da quella che desiderava e meritava…parlo di una bambina mai morta che però muore ogni giorno, per rinascere. Se non proprio ad ogni alba, comunque nasce e rinasce ad ogni nuova pagina di sé da scrivere.

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Fatica a lasciar andare

Sento di essere troppo stanca e lo accuso ormai da molto tempo, sia a livello fisico che a livello psicologico. Fatica a dormire e addormentarmi, dolori cronici muscolari e articolari, preoccupazioni che da pensieri passano ad incubi e viceversa, e mi chiedo come mai sono caduta in questo circolo vizioso..come mai una personalità ricca di positività e solarità come la mia sia potuta sprofondare…

Certo trovo molte risposte in questo periodo difficile che sto attraversando in prima persona, ma anche come indiretta coinvolta.

Ancora una volta la sofferenza é tornata a bagnare le mie giornate, consegnando al mio volto un‘altra cicatrice che non se ne andrà e che, guardandomi allo specchio mi vorrà sempre ricordare di non fidarmi del tutto della felicità, di non godermi al fondo i momenti perché dietro ogni angolo anche le curve c‘é l‘ombra pronta a spararmi gratuitamente un‘altra freccia al cuore…

E ti chiedi cosa mai di sbagliato avrai fatto, quale potente piede hai pestato, inqualificabile vita hai commesso tanti erotische meritare tutto ciò. Ti senti stupida nella lamentela, nel tuo soffrire perché sai che non sei l‘unica, non é la fine del mondo e nemmeno la più grave delle pene…che hai tante fortune, amori attorno a cui dovresti attingere per coprire i tuoi dolori, ma non sempre si può, ogni tanto bisogna crollare, per risalire alla cima della montagna che ti sei conquistata, per poter sognare ancora con le tue albe e tramonti, per respirare a pieno quell’aria solo tua e sana…

Per ora fatica, ma di là, vicino anche se sembra lontano già sento il mio mondo che continua a battere ai ritmi della mia serenità temporaneamente perduta che sto tentando di riafferrare, ancora un pochino, ancora qualche sforzo, passo e pazienza e tornerò al sole, lo so.

É non sarò mai stanca per concedermi a te ancora..

Scrivo di tutto un po‘, di ogni argomento che sfiora i miei pensieri o meglio, il mio modo di pensare e vedere le cose. Oggi voglio dedicare le mie parole al nucleo, alla famiglia, chi ne fa le veci, chi ha già figli, chi vive drammi e chi vive e basta. Ai padri, fidanzati o mariti in particolare modo, perché in una generazione di emancipazione al femminile non vadano persi i ruoli, le fatiche loro nel starci vicino, nel sopportare il nostro mondo di emozioni che per natura siamo chiamate a vivere…noi donne il cuore, gli uomini la mano.

Le une teorie, gli altri le pratiche.

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